In natura esiste una gran varietà di piante da tartufo. A livello mondiale si contano diverse centinaia di varietà, dalle zone desertiche dell’Africa alle zone montuose del medio ed estremo oriente.

In Italia le piante che producono tartufo allo stato spontaneo sono diffuse su tutto il territorio anche se non mancano zone particolari adatte, seppure, solo ad alcune specie di tartufo, in modo particolare per i tartufi cosiddetti “pregiati”.

Pregiati in quanto più esigenti dal punto di vista climatico, della conformazione del terreno o della pianta che li  ospita ed a che il mondo è mondo il prezzo non lo fa la qualità ma quasi sempre la quantità. 
Sul nostro territorio abbondano gli arbusti che producono i tartufi cosiddetti “minori”, anche se a torto, perché non hanno nulla da invidiare a quelli pregiati dal punto di vista culinario. Visto che le piante da tartufo esistono in natura è sicuramente meno difficile replicarle in vivaio e avviare una coltivazione domestica, dove nessun’altro può raccogliere all’infuori del legittimo proprietario del terreno.

Le piante simbionti con i migliori tartufi
che troviamo viaggiando in lungo e in largo su tutto il territorio non superano le dita delle nostre mani iniziando da 4-5 di tipi di quercia alle betulacee come il nocciolo e il carpino e alcuni altri alberi quali il pino marittimo e il tiglio. Ve ne sono molte altre, ma a ragion di logica a noi devono interessarci solo quelle piante che richiedono meno energie nella coltivazione, che entrano prima in produzione e danno più profitto.